LA CONSERVAZIONE DEL TARTUFO
Per permettere al prezioso tubero di mantenere il più
possiìbile intatto il suo profumo occorre evitare il
contatto del tartufo con l'acqua liquida, al suo esterno, favorendo
la macerazione dei tessuti e quindi il rapido deperimento del
frutto.
Inoltre una eccessiva evaporazione, peggiora
le qualità organolettiche, poichè il tartufo
rinsecchisce, diventa coriaceo e perde fragranza provocando
un calo di peso assai dannoso dato il valore venale del prodotto.
Di
qui la doppia necessità di avere da un lato qualcosa
capace di assorbire l'acqua, che si forma per la condensazione
e nello stesso tempo di limitare il più possibile tale
evaporazione. La carta o il panno avvolto intorno al tartufo
assorbono appunto acqua e contemporaneamente mantengono attorno
al carpoforo una atmosfera satura di umidità riducendo
al minimo l'evaporazione.
Altri segreti per conservare il tartufo sono
quelli a carattere familiare, differenti a seconda delle specie
di tartufo. Il tartufo può essere immerso nel riso,
nella sabbia o anche nell'argilla, ovviamente dopo averlo
ripulito della terra che lo circonda al momento della raccolta.
In questo caso si sceglierà come contenitore una cassetta
di legno, all'interno della quale si prepara un primo strato
di materiale di circa 4-5 cm di spessore, sul quale si depositano
i tartufi. Successivamente si sistema un altro strato di materiale
ed unodi tartufi e si continua fino a colmare il recipiente
che viene chiuso ermeticamente. Infine, fate molta attenzione
quando lo riponente nel frigorifero: la presenza di uova,
burro, formaggi potrebbe assorbirne i profumi.